Non sono Luigi Zanda, il parlamentare Pd mandato avanti su tutte le reti tv ieri sera a fare l’uomo sul filo dopo le notizie su Bertolaso e sulla sua “banda di banditi” (parole loro, non mie). Non sono Zanda, e dunque non devo aspettare nessuna sentenza di primo o di secondo grado per sapere cosa pensare di “uomini” così.

Passi per le escort (ma più ancora per il disprezzo con cui venivano trattate, veramente oggetti), per la corruzione – sentite cosa dico – le ruberie, i regali megalomani, le assunzioni, le raccomandazioni. Passi.

Ma una persona che dopo l’angoscioso terremoto dell’Aquila dice al telefono, già sicuro che l’affare miliardario sarà suo: «Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto», di una “persona” così, io so cosa pensare senza alcun bisogno di giudici avvocati e tribunali. Che non lo posso considerare un uomo.

Sartre diceva: “L’inferno sono gli altri”. Intendeva un’altra cosa, naturalmente. Ma io ho pensato a loro. A quelli che ridono nel loro letto caldo – non so se a fianco di mogli mariti escort o trans – ridono mentre un’intera città viene rasa al suolo, persone muoiono, affetti famiglie ricordi un’intera vita vengono distrutti per sempre.

Ridono, pensando ai soldi che ci faranno su.

Piergiorgio Paterlini

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